{"id":6485,"date":"2014-11-12T15:55:17","date_gmt":"2014-11-12T14:55:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.archiviodellamemoriacivitellavaldichiana.it\/bibliografia-2\/"},"modified":"2014-11-12T15:55:17","modified_gmt":"2014-11-12T14:55:17","slug":"bibliografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archiviodellamemoriacivitellavaldichiana.it\/de\/bibliografia\/","title":{"rendered":"Bibliografia"},"content":{"rendered":"<p><strong>1.\u00a0Bal\u00f2 Valli Ida (a cura di), Giugno 1944. Civitella racconta, Editrice grafica l&#8217;Etruria, Cortona, 1994.<\/strong><br \/>\nPubblicato nel 50\u00b0 della Liberazione, il volume propone circa settanta testimonianze legate ai fatti di Civitella raccolte dall&#8217;A. in dieci anni. Bench\u00e9 non vi si trovino nuovi apporti documentari, il volume si segnala all&#8217;interno dell&#8217;acceso dibattito che localmente ha visto la comunit\u00e0 di Civitella divisa da sempre su responsabilit\u00e0 e colpe relativamente alla strage del 29 giugno 1944. In particolare il capitolo VII Il triangolo della morte (pp. 116-41) analizza gli avvenimenti sanguinosi che colpirono le localit\u00e0 nei pressi del paese di Civitella, rendendo implicitamente chiara la strategia di distruzione sistematica adottata nei confronti della popolazione civile da parte dei nazifascisti. Molto particolareggiato, il volume raccoglie, tanto nelle testimonianze quanto nella ricostruzione fatta dall&#8217;A., fatti e nomi delle persone coinvolte e vittime della strage. I reparti responsabili delle distruzioni vengono indicati come parte della Hermann G\u00f6ring e della 1a Divisione Paracadutisti. Incerta la presenza di SS, sicura anche se non ben identificata la presenza di militi italiani. Numerose illustrazioni nel testo, sia attuali sia dell&#8217;epoca; infine, l&#8217;elenco delle vittime.<\/p>\n<p><strong>2.\u00a0Biagini Enrico, Civitella. Un castello, un paese, un martirio, Centrostampa, Arezzo 1981.<\/strong><br \/>\nL&#8217;A., parroco di Civitella, inizialmente aveva intenzione di pubblicare solo un opuscolo sulla strage di Civitella, ma nella sua veste definitiva il volume abbraccia l&#8217;intera storia del territorio in questione dalle origini ai giorni nostri. Senza alcun intento scientifico, il contributo dell&#8217;A. alla comprensione degli episodi di strage \u00e8 legato a una corretta valutazione dell&#8217;unit\u00e0 del territorio in questione. Le truppe nazifasciste sono descritte come intente a operare una distruzione completa e accurata del triangolo di territorio che comprende le parrocchie di Civitella, Cornia e San Pancrazio nel comune di Bucine. Elencati tutti i caduti (117 per Civitella e 58 per Cornia) con specificate le modalit\u00e0 delle singole uccisioni. Numerose illustrazioni nel testo raffiguranti tanto lo stato del paese dopo la distruzione.<\/p>\n<p><strong>3.\u00a0Bilenchi Romano (a cura di), Cronache degli anni neri, Editori Riuniti, Roma 1984.<\/strong><br \/>\nVolume di memorie che raccoglie scritti sulla guerra e sulla Resistenza, apparsi per la prima volta nel 1945 nella rivista &#8222;Societ\u00e0&#8220;, fondata da Bilenchi. Si menzionano: alle pp. 65-71 la fucilazione di cinque antifascisti alle Cascine per rappresaglia, in seguito a un&#8217;azione dei gap che aveva portato all&#8217;uccisione del tenente colonnello Gobbi, comandante del Distretto militare di Firenze dell&#8217;esercito repubblicano fascista, e alle pp. 253-89 il massacro di 161 civili di Civitella della Chiana.<\/p>\n<p><strong>4.\u00a0Contini Giovanni\u00a0 La memoria divisa, Rizzoli, Milano, 1997.<\/strong><br \/>\nVolume dedicato alla ricostruzione delle stragi avvenute il 29 giugno 1944 nei paesi di Civitella della Chiana, San Pancrazio e Cornia, che furono teatro di massacri contro i civili (203 vittime). L&#8217;A. analizza la formazione di una memoria divisa dell&#8217;evento: infatti la popolazione locale ha dato la responsabilit\u00e0 della strage non ai tedeschi, autori del massacro, ma alla banda dei partigiani che con un&#8217;azione nel circolo del Dopolavoro avrebbero provocato la rappresaglia. Contini analizza in particolare le testimonianze orali, coeve e recenti, partendo dalle interviste raccolte dallo Special Investigation Branch e da altre realizzate autonomamente. La prima parte del volume \u00e8 dedicata alla ricostruzione dell&#8217;accaduto, al ruolo e all&#8217;attivit\u00e0 delle bande partigiane, alla descrizione dei massacri compiuti. Dal cap. vi l&#8217;A. passa a indagare la memoria divisa, la sua formazione, i motivi di una polemica antipartigiana, e la persistenza di un lutto collettivo, le ragioni del processo del 1951. Conclude l&#8217;A.: &#8222;quanto emerge dalla mia ricerca propone un&#8217;immagine della guerra partigiana in Toscana molto lontana da quella che la vulgata della Resistenza ci aveva trasmesso&#8220; .<\/p>\n<p><strong>5.\u00a0Curina Antonio, Fuochi sui monti dell&#8217;Appennino toscano, Tip. Badiali, Arezzo 1957.<\/strong><br \/>\nIl libro si compone di due parti. Nella prima si riportano in forma cronologica, dal novembre 1943 all&#8217;ottobre 1944, la storia e le azioni svolte nel territorio aretino dalla 23a Brigata Pio Borri e dalle formazioni Renzino, Droandi, Bob e Vestri, riunite a costituire la 24a Brigata denominata Bande Esterne. Il complesso delle due Brigate formava la cosiddetta Divisione partigiani Arezzo. Nella seconda parte, divisi in paragrafi, trovano spazio le figure di spicco della Resistenza aretina, con una raccolta di testimonianze dirette e di articoli tratti dalla stampa locale. Segue l&#8217;elenco dei comitati comunali di Liberazione nazionale e l&#8217;elenco di tutti i partecipanti alla Divisione Arezzo. Al termine di questa seconda parte si trova un capitolo dedicato alle stragi nella provincia di Arezzo (pp. 447-511). Viene riportato un elenco completo delle localit\u00e0 in cui vi furono caduti in scontri tra truppe occupanti e partigiani e vittime dovute alla rappresaglia e violenze nazifasciste. L&#8217;ultima parte del libro \u00e8 riservata all&#8217;elenco dei caduti della provincia di Arezzo la quale tiene conto delle diverse cause della morte. Ad esempio per il Comune di Arezzo i criteri scelti sono stati: caduti nella guerra di Liberazione e per rappresaglie nazifasciste; caduti per fatti di guerra al passaggio del fronte; caduti per bombardamenti aerei; caduti per cause di guerra non precisate. Per la puntualit\u00e0 descrittiva e il quantitativo di informazioni l&#8217;opera \u00e8 costantemente citata da ogni studio relativo alla Resistenza e all&#8217;occupazione nazista nell&#8217;Aretino.<\/p>\n<p><strong>6.\u00a0Droandi Enzo, Arezzo distrutta 1943-44, Calosci, Cortona, 1995.<\/strong><br \/>\nDenso studio di ricerca sui fatti e sugli avvenimenti relativi al passaggio del fronte dall&#8217;Aretino, con particolare attenzione all&#8217;attivit\u00e0 partigiana e al fiancheggiamento della popolazione civile. Importante per l&#8217;apporto documentario, il volume si segnala per la puntuale registrazione di materiali d&#8217;archivio (soprattutto da quelli militari tedeschi e britannici) e per un indice tematico di persone e luoghi. Descritti tutti gli episodi di strage che colpirono il territorio aretino a partire da Vallucciole fino ai fatti dell&#8217;agosto in Valdarno. Importante la sezione bibliografica sui materiali consultati (pp. 327-34). L&#8217;impegno di Droandi come difensore dell&#8217;attivit\u00e0 partigiana e del suo significato ideale trova in questo testo sufficiente spazio narrativo e l&#8217;utilizzo accorto di materiali dagli archivi militari tedeschi consente di confutare l&#8217;interpretazione di molti episodi di strage come inesatte quanto datate prospettive di rappresaglia per atti di violenza partigiana. In capitoli specifici si trovano le descrizioni degli episodi di guerra ai civili dell&#8217;estate del 1944.<\/p>\n<p><strong>7.\u00a0Gambassini Luciano, Medico fra la gente, Nuovedizioni Vallecchi, Firenze 1981.<\/strong><br \/>\nMemorie di un medico durante il passaggio del fronte nell&#8217;Aretino, particolarmente legato all&#8217;ambiente di Civitella (numerosi riferimenti alla famiglia Paggi). Sono descritti sommariamente gli episodi di San Pancrazio, con ricordo dell&#8217;uccisione di Modesta Rossi, e la strage di Civitella (pp. 193-5).<\/p>\n<p><strong>8.\u00a0Gradassi Enzo, L\u2019Ingiustizia assoluta, Provincia di Arezzo, Comune di Civitella in Va di Chiana, 2008<\/strong><br \/>\nQuesto libro ricostruisce la storia di una famiglia bruscamente interrotta dalla barbarie nazista. Una storia particolare \u00e8 quella della famiglia Cau, legata ad una delle stragi pi\u00f9 efferate compiute dai nazisti, quella di Civitella. Arrivata nel piccolo agglomerato di Gebbia da Firenze, per fuggire dai rischi della grande citt\u00e0 determinati dalla guerra, invece trova una morte brutale e ingiustificata nella famigerata Villa Carletti di Monte San Savino, sede del comando tedesco, utilizzata per gli interrogatori dei prigionieri. La storia di Helga e Giovanni Cau \u00e8 emblematica e rovescia il punto di vista con cui finora sono state guardate le stragi. Qui non si vogliono ricercare le cause, le responsabilit\u00e0 dell\u2019eccidio, ma si vuole puntare l\u2019attenzione sui morti, sull\u2019ingiustizia assoluta di cui furono vittime, sulla brutalit\u00e0 di uno sterminio che tronc\u00f2 irreparabilmente vite, progetti, sogni, aspettative e segn\u00f2 fortemente i sopravvissuti, come i tre piccoli figli della coppia.<\/p>\n<p><strong>9.\u00a0Labanca Nicola (a cura di), Quando le nostre citt\u00e0 erano macerie. Immagini e documenti sulle distruzioni belliche in provincia di Arezzo (1943-1944), Editori del Grifo, Montepulciano 1988.<\/strong><br \/>\nPubblicazione promossa e realizzata dall&#8217;ANPI sezione Licio Nencetti di Foiano della Chiana in collaborazione con la Provincia di Arezzo e la Regione Toscana sull&#8217;impatto del passaggio del fronte nella provincia aretina. Oltre a presentazioni e indirizzi di saluto di varie autorit\u00e0 (pp. 7-18), il volume presenta il saggio di Nicola Labanca, Il peso del fronte e della guerra su una provincia toscana. Arezzo 1943-1944 (pp. 19-58), che si segnala per l&#8217;utilizzo di fonti documentarie non esaminate dai relatori del convegno: Seconda guerra mondiale e sterminio di massa. Stragi e rappresaglie nella lotta di Liberazione, tenutosi ad Arezzo in data 24-28 novembre 1987. Nel paragrafo Le sistematiche distruzioni nella ritirata germanica viene ricordata la strage di 14 civili avvenuta a Moggiona l&#8217;11 settembre 1944 ad opera dell&#8217;esercito tedesco (p. 31). Al tema della guerra ai civili \u00e8 dedicato il paragrafo Guerra di stragi (pp. 37-41), dove sono ricordati i principali avvenimenti citando documenti tedeschi e i dati pubblicati da Curina [M n. 146]. La seconda parte del volume &#8211; Immagini sulle distruzioni belliche in Provincia di Arezzo (1943-1944) &#8211; presenta gli effetti delle distruzioni belliche sul territorio della provincia aretina suddiviso nelle quattro vallate. A p. 86 \u00e8 riprodotta la foto di Castelnuovo dei Sabbioni (Cavriglia) dopo l&#8217;azione del 4 luglio 1944, quando reparti della 10a Armata della Wehrmacht massacrarono 73 civili. A p. 103 la foto di Civitella della Chiana distrutta da reparti della 10a Armata della Wehrmacht il 29 giugno 1944, dove vennero uccisi 250 civili. A p. 123 le fotografie di Partina dopo le distruzioni operate dai nazifascisti nel rastrellamento del 13 aprile 1944 (29 civili uccisi).<\/p>\n<p><strong>10.\u00a0Mannino Salvatore, La giustizia divisa, Amministrazione provinciale, Arezzo, 2008<\/strong>.<br \/>\nNel volume, pubblicato dall\u2019Amministrazione provinciale di Arezzo, l\u2019autore Salvatore Mannino, redattore del quotidiano La Nazione, ripercorre le vicende giudiziarie dei processi per le stragi di Civitella in Val di Chiana e San Polo, partendo dalla minuziosa ricostruzione operata dalla Procura Militare di La Spezia. Due processi che si sono conclusi, in prima istanza, con una condanna ed una assoluzione, quasi a confermare lo spirito di giustizia che ha animato la Procura Militare, perch\u00e9 agli imputati sono stati garantiti i diritti alla difesa dei quali non poterono godere le vittime di Civitella e San Polo. Tuttavia una giustizia negata, proprio perch\u00e9 sarebbe stato possibile, gi\u00e0 all\u2019indomani della fine della guerra, accertare i fatti e le responsabilit\u00e0 e portare sui banchi dei tribunali i pi\u00f9 alti livelli di comando dell\u2019esercito tedesco. Una inaccettabile logica politica ebbe il sopravvento ed anche gli atti di indagine esistenti vennero sottratti e nascosti. Anche queste decisioni, dettate da una distorta ragion di stato, hanno contribuito alla costruzione di quella memoria divisa che occorre superare per riconquistare invece una memoria condivisa che renda onore e giustizia alle vittime delle stragi.<\/p>\n<p><strong>11.\u00a0Paggi Leonardo (a cura di), La memoria del nazismo nell&#8217;Europa di oggi, La Nuova Italia, Firenze 1997.<\/strong><br \/>\nIl volume pubblica una scelta delle relazioni tenute al convegno internazionale svoltosi ad Arezzo nel giugno 1994 dal titolo In memory: per una memoria europea dei crimini nazisti. Si segnala l&#8217;importante introduzione di Leonardo Paggi sul rapporto fra memoria, storia, violenza e giustizia. Fra i contributi che riguardano la Toscana: Michael Geyer, Civitella in Val di Chiana. 29 giugno 1944. Ricostruzione di un &#8222;intervento&#8220; tedesco, che pubblica una versione riveduta del saggio apparso nel volume a cura di H. Heer, K. Naumann, Vernichtungskrieg. Verbrechen der Wehrmacht 1941-1944, Hamburg 1994, il catalogo della mostra sui crimini della Wehrmacht; il saggio di Leonardo Paggi, Storia di una memoria anti-partigiana, gi\u00e0 pubblicato in L. Paggi (a cura di), Storia e memoria di un massacro ordinario, Manifestolibri, Roma 1996 [M n. 225]; e di Lutz Klinkhammer, La politica di repressione della Wehrmacht. Le stragi ai danni della popolazione civile nel 1943-1944 (pp. 81-111). La seconda parte del volume dal titolo Memoria e dimenticanza. Per una politica della memoria, oggi propone una riflessione sulla memoria europea dell&#8217;esperienza della Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p><strong>12.\u00a0Paggi Leonardo (a cura di), Storia e memoria di un massacro ordinario, Manifestolibri, Roma 1996, 165 pp.<\/strong><br \/>\nRaccolta di saggi relativi alla strage di Civitella in Val di Chiana. Scritti di A. Bravo, E. Collotti, L. Paggi, C. Pasquinelli, C. Pavone, A. Portelli, A. Scali. L&#8217;opera rappresenta uno dei passaggi centrali del dibattito su stragi, popolazione civile, memoria e guerra partigiana che si collega a spunti e conclusioni emersi al convegno di Arezzo del giugno 1994 In memory: per una memoria europea dei crimini nazisti. Dalla prospettiva generale che fa da sfondo all&#8217;operazione di distruzione a Civitella (saggio di Enzo Collotti, Obiettivi e metodi della guerra nazista. Le responsabilit\u00e0 della Wehrmacht, pp. 24-46) si passa alla storia della memoria pubblica nel dopoguerra, al convivere col ricordo della distruzione attraverso varie stagioni e climi politici. La valutazione delle memorie contrapposte sulle responsabilit\u00e0 partigiane e le autonome logiche di guerra ai civili viene inserita all&#8217;interno di un percorso comparato con altri episodi di strage della guerra nazifascista. Importante la definizione delle peculiarit\u00e0 della strage di Civitella: la distruzione della popolazione maschile ha fatto s\u00ec che, nel dopoguerra, saranno le donne a essere depositarie della futura memoria della strage. Al volume \u00e8 allegata una videocassetta, documentario degli avvenimenti di Civitella a cura di Giovanni Contini.<\/p>\n<p><strong>13.\u00a0Succhielli Edoardo (a cura di), La Resistenza nei versanti tra l&#8217;Arno e la Chiana. Memorie di lotta partigiana di partecipazione popolare di stragi nazifasciste, Tipografia Sociale, Arezzo 1979.<\/strong><br \/>\nIntroduzione di Ivo Biagianti. Autobiografia del comandante della Brigata partigiana Renzino composta da memorie dell&#8217;A. e testimonianze di altri protagonisti, collocate secondo l&#8217;ordine cronologico &#8222;relative all&#8217;attivit\u00e0 partigiana svoltasi fra l&#8217;autunno del &#8217;43 e l&#8217;estate del 1944, nella zona a cavallo tra le province di Arezzo e Siena&#8220; (dall&#8217;Introduzione). Val di Chiana, Val d&#8217;Ambra e Val d&#8217;Orcia sono il teatro di azione della formazione Renzino e la narrazione d\u00e0 ampio spazio alle vicende che caratterizzarono tragicamente la vita di paesi come Civitella della Chiana, San Pancrazio, Montaltuzzo, Cornia. Trattandosi di un volume scritto a pi\u00f9 mani alcuni episodi e vicende ricorrono pi\u00f9 volte ma la maggiore sistematicit\u00e0 narrativa circa episodi di strage \u00e8 da rintracciarsi nel capitolo I crimini del nazifascismo (pp. 195-212). Vengono qui descritti gli effetti e la dinamica della ampia operazione di distruzione che scatt\u00f2 il 29 giugno 1944 e coinvolse i comuni di Civitella della Chiana, Bucine, Monte San Savino e Pergine Valdarno dove perirono complessivamente 337 civili (particolare riferimento agli agglomerati rurali Gebbia, Capocontro, Cornia, Il Burrone, Solaia e Montaltuzzo che furono incendiati e distrutti e dove non furono risparmiati n\u00e9 donne n\u00e9 bambini). Seguono episodi minori e il ricordo dell&#8217;uccisione di Modesta Rossi. L&#8217;A. analizza anche l&#8217;atteggiamento delle popolazioni di San Pancrazio e Civitella dopo gli eccidi, comunit\u00e0 distrutte che hanno ricostruito in modo diverso una memoria e sviluppato un giudizio antitetico verso la lotta di Liberazione (pp. 304-8).<\/p>\n<p><strong>14.\u00a0Tognarini Ivan (a cura di), La guerra di liberazione in provincia di Arezzo, 1943\/1944. Immagini e documenti, Amministrazione provinciale, Arezzo, 1988.<\/strong><br \/>\nPubblicazione dell&#8217;Amministrazione provinciale di Arezzo di celebrazione e di ricostruzione della storia della Resistenza e della Liberazione del territorio aretino a breve distanza dal conferimento alla Provincia della Medaglia d&#8217;oro al valore militare per il contributo dato alla lotta di Liberazione. Il testo principale \u00e8 di Nicola Labanca che dedica alle stragi nella provincia un breve paragrafo alle pp. 53 e 55. Qui vengono ricordati i principali luoghi puntualizzando la necessit\u00e0 di analizzare il fenomeno strage non legato a quello della rappresaglia, di considerarlo bens\u00ec come atto deliberato di guerra di sterminio. Corredato di molte fotografie, il volume offre una serie di immagini, con didascalie originali, tratte dall&#8217;Imperial War Museum inerenti alle stragi di Moggiona e San Polo (pp. 122-31).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.\u00a0Bal\u00f2 Valli Ida (a cura di), Giugno 1944. Civitella racconta, Editrice grafica l&#8217;Etruria, Cortona, 1994. 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